User e password
Non lo fai di frequente, non più almeno: una volta ogni due o tre mesi al massimo. Non lo fai con vero interesse: potresti anche evitarlo, ma magari ti annoi, non sai come perdere tempo al computer dopo il lavoro, e conosci la password della sua mail.
Te l'aveva data lei, un paio di anni prima, quando vi frequentavate: ti aveva chiamato dal cellulare mentre stava andando a un casting, le serviva la via ed il numero civico dell'agenzia, indirizzo contenuto in una mail che aveva dimenticato di trascrivere. Dopo quella volta, non avevi più controllato la sua mail. Non per il tempo in cui stavate assieme, per lo meno. Dopo, non hai potuto farne a meno, e la password era particolarmente facile da ricordare.
Non che le mail che riceve siano particolarmente interessanti: solitamente si tratta di proposte di casting e lavoretti da hostess, mentre gli amici le scrivono solo quando mandano a tutta la loro agenda le catene di santantonio, solitamente richieste di aiuto per bambini con leucemia in cerca di donatori di midollo o per cuccioli di labrador in cerca di casa... Peccato che questi messaggi girino da almeno cinque anni, i cuccioli hanno avuto il tempo di diventare adulti e filiare a loro volta, così come la loro progenie, mentre il bambino farebbe meglio a trovare un donatore tra i suoi familiari, invece di cercare un donatore con DNA simile al suo attraverso internet. Ti viene da chiederti perché, tra tutte le catene che intasano la tua mail e quella della tua ex, l'unica che ancora sarebbe attuale, la petizione online per aiutare le donne di Kabul a uscire dal medioevo afgano, quella non gira più.
Di tanto in tanto, sempre meno frequentemente, le scrive qualche sua vecchia conoscenza dell'università. Chiedono come sta, cosa sta facendo, la aggiornano sulle loro vite, e chiedono se sia ancora in contatto con questo o quest'altro. Alcuni insistono anche, ma solo uno di loro è arrivato a scriverle un ultimo, stizzito messaggio in cui la rimproverava di non avergli mai risposto. Solo quella volta hai pensato di usare la sua mail, scrivere indietro a questo tizio e raccontargli dell'incidente. Ma non l'hai mai fatto.
Te l'aveva data lei, un paio di anni prima, quando vi frequentavate: ti aveva chiamato dal cellulare mentre stava andando a un casting, le serviva la via ed il numero civico dell'agenzia, indirizzo contenuto in una mail che aveva dimenticato di trascrivere. Dopo quella volta, non avevi più controllato la sua mail. Non per il tempo in cui stavate assieme, per lo meno. Dopo, non hai potuto farne a meno, e la password era particolarmente facile da ricordare.
Non che le mail che riceve siano particolarmente interessanti: solitamente si tratta di proposte di casting e lavoretti da hostess, mentre gli amici le scrivono solo quando mandano a tutta la loro agenda le catene di santantonio, solitamente richieste di aiuto per bambini con leucemia in cerca di donatori di midollo o per cuccioli di labrador in cerca di casa... Peccato che questi messaggi girino da almeno cinque anni, i cuccioli hanno avuto il tempo di diventare adulti e filiare a loro volta, così come la loro progenie, mentre il bambino farebbe meglio a trovare un donatore tra i suoi familiari, invece di cercare un donatore con DNA simile al suo attraverso internet. Ti viene da chiederti perché, tra tutte le catene che intasano la tua mail e quella della tua ex, l'unica che ancora sarebbe attuale, la petizione online per aiutare le donne di Kabul a uscire dal medioevo afgano, quella non gira più.
Di tanto in tanto, sempre meno frequentemente, le scrive qualche sua vecchia conoscenza dell'università. Chiedono come sta, cosa sta facendo, la aggiornano sulle loro vite, e chiedono se sia ancora in contatto con questo o quest'altro. Alcuni insistono anche, ma solo uno di loro è arrivato a scriverle un ultimo, stizzito messaggio in cui la rimproverava di non avergli mai risposto. Solo quella volta hai pensato di usare la sua mail, scrivere indietro a questo tizio e raccontargli dell'incidente. Ma non l'hai mai fatto.

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