Da questo blog e' stata tratta una storia vera

28.11.06

Mi piacciono gli happy end

Quella volta che ti ha accompagnata a casa dalla festa, quella volta te lo saresti anche fatto. Avevano caricato un po' troppo i tuoi vodka lemon e, per quel che ti puoi ricordare, da un momento all'altro eri ubriaca marcia. Chissà come saresti tornata a casa, se non fosse stato per lui. Ti ha accompagnato fino a sotto il portone, ma poi ha dovuto frugare nelle tue tasche per trovare le chiavi, infilarti nell'ascensore, poi nell'appartamento giusto, guidarti fino in camera tua, farti sedere sul bordo del letto e toglierti le scarpe. E per tutto il tempo hai continuato a ridere. Quando ha finito di armeggiare con le scarpe, vi siete guardati negli occhi, e tu hai smesso di ridere. In quel momento, per la prima volta, hai avuto una gran voglia di farti scopare da lui; lui si è avvicinato al tuo volto e ti ha baciato in fronte, per poi alzarsi di fretta e correre fuori da casa tua. Finocchio.
L'avevi conosciuto qualche tempo prima in università, gli avevi chiesto se poteva passarti i suoi appunti di estetica e lui ne era tutto entusiasta. Poco tempo dopo aveva proposto che magari, cioè, se non avevi nulla in contrario, ecco, forse, si poteva studiare assieme.
Le tue coinquiline, loro lo odiavano per la sua abitudine di venirti a trovare anche la domenica, attaccandosi al campanello ad orari improponibili per chiunque abbia una normale vita sociale.

Waaaaa, che fiera delle banalità! Vabbé avete capito come va avanti: lei non se lo scolla più e fa di tutto perché lui ci provi, in modo da poterselo finalmente levare dalle palle.

Fast forward a:

Caffetteria universitaria - Interno, giorno
Lei: "Scusami, io non avevo capito che tu tenessi tanto a me..."
Lei: "Se vuoi possiamo ancora vederci, no?"
Lei: "Anche tu mi piaci, ma non in quel modo..."
E, ovviamente:
Lei: "Possiamo rimanere amici."
Lui: "Se volevo un amico, mi prendevo un cane".
Lui si alza e se ne va.
Dissolvenza.
Fine.